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Moose era più bravo. [spoiler abbestia su the artist]

Finalmente sono riuscito a vedere The Artist. Alcuni amici mi avevano detto che era il film più bello dell’anno, ai Golden Globes aveva vinto come film più bello dell’anno, Nanni Moretti ha detto che era sopravvalutato, agli Oscar ha vinto come film più bello dell’anno. Date le premesse inizio a guardarlo convinto che sia un film sopravvalutato.

DA QUI IN POI, SE NON AVETE GUARDATO IL FILM,NON LEGGETE.

Il film è fatto bene, niente di più, niente di meno.

Dujardin non merita alcun premio ma non è male.

Bèrènice Bejo appare molto più bella e brillante di quanto sia in realtà grazie al fatto che è moglie e musa del regista (grande simpatia e rispetto per i registi che rendono più fighe sullo schermo le proprie fidanzate e moglie).

John Goodman è di gran lunga il miglior attore del film. Al secondo posto si piazza il lungagnone direttore del carcere di John Coffee e fattore del maialino coraggioso.

Il Jack Russell, Uggie, è molto bravo tuttavia Moose, alias “Eddie”, era molto più espressivo.

Il bianco e nero non è impeccabile anche se probabilmente è fatto con premeditazione per ricreare la qualità delle pellicole anni venti.

Come film muto è infinite volte meglio Le Ultime Follie di Mel Brooks. Anche perché il film sarà anche muto ma senza le due scene col sonoro non ha ne senso ne struttura.

La scena in cui George Valentin inizia a sentire suoni attorno a sé è una grande trovata. Io avrei continuato il film da lì, senza l’ovvietà dell’incubo.

Fino all’ultima scena il film mi ha fatto cagare e mi ha pure rotto le palle. Arriva la battuta di George Valentin, il “Uis plesgiar” e io passo mezzora a inveire e mandare a cagare e smadonnare e porcaputtanare e fanculizzare il regista che mi ha rotto il cazzo un’ora e mezza per fare questa freddura qua.

Mi ha preso per il culo, lo ha fatto bene, sono stato allo scherzo, ho rivalutato il film. Bravo. Merita. Nessuno guarderà questo film due volte ma bravo.

Senz’altro ci sarà stato qualcuno che avrà considerato da subito l’accento francese come motivo del rifiuto di fare i film sonori. A questi poveracci qua il film avrà fatto cagare. A dirla tutta anch’io, per un’ora, mi son chiesto perché non volesse fare i film sonori, ‘sto scemo. E poi, tack, scopri che è colpa dell’accento da mangiarane. Fanculo, porca puttana, ammucchiare tutti ‘sti anni, tutti ‘sti film per farsi fregare da un Hazanavicius qualsiasi.

Detto tutto questo, caro Michel H., quando ritiri i premi per il film mi fai il piacere di andare da ognuno dei giurati e chiedergli se ha capito il senso del film. Se ti rispondono che è una presa per il culo al coinvolgimento che crea il cinema, che è come quelle barzellette estenuanti non sense che ti fanno ridere per stanchezza puoi ritirare il premio con orgoglio per quanto conscio del culo che hai avuto; se però ti fanno il pippone intellettuale sul film sui film, sulla nostalgia per il passato, sul bianco e nero, sull’inadeguatezza davanti all’innovazione, restituisci il premio, gli racconti una barzelletta tipo The aristocrats e consigli di riguardarselo.

La gente non può rompermi il cazzo per due mesi sul ritorno del film muto, sulla scelta del bianco e nero, su quanto è bravo Jean Dujardin, sul cane addomesticato, sugli sticazzi del passaggio storico al sonoro, sulla staminchia film sulla parola per una supercazzola rinforzata di un’ora e trentasei. Chissà che non m’incazzi….

A PRESCINDERE DA TUTTO QUESTO DISCORSO, PERCHE’ SI CHIAMA THE ARTIST? CHI SAREBBE L’ARTISTA? Come dite? supercazzola pure questa? Con sbrindellamento a destra come fosse di viceacademy. Può darsi.

Ecco, ci sono cose impensabili. Tirare una punizione così vuol dire tirarla alla rovescia. Tirarla così, mettendosi fretta per sorprendere il portiere, è inconcepibile. Darle quella velocità, quel giro, sull’1-1, in una partita che non si può perdere per non abbandonare la corsa scudetto, mettendosi fretta, è follia.

Lionel, forse sei più forte che San Gianfranco.

Forse.

(Fonte: youtube.com)

The Rum Diary

Non so se mi è piaciuto o deluso. Non so se la trama era una chiavica o era avvincente. Mi sono accorto che Giovanni Ribisi torna a interpretare il freak e torna a farlo molto bene. Non so spiegarvi com’era il film perché non me ne sono fatto un’idea;a un certo punto compare il personaggio della strafiga, interpretato da una stramegafiga e io non c’ho più capito niente. Verso la fine ci dicono che lei è tornata a New York, ho tentato di reinteressarmi all’intreccio ma era troppo tardi.

La stramegafiga si chiama Amber Heard, ho letto che era in Zombieland ma lì ero troppo preso da Bill Murray. Sì, Bill Murray è meglio della figa.

Hernan Crespo.
Il nostro eroe.

Hernan Crespo.

Il nostro eroe.

No More Fame nel Mondo - Samu diventa Scrittore

Volevo andare a letto alle 22, che domani ci si sveglia ancor prima del solito per spalare la neve, però poche volte nella vita arrivano degli assist così precisi.

Samu dei Bluvertigo pare abbia scritto un libro di racconti.Il Post, ne ha pubblicato uno. Cinque pagine meravigliose che meritano tutta la mia attenzione. Leggetelo mettendo gli accenti alla cazzo, come farebbe Samuel e poi tornate qua per un bel dibattito

http://www.ilpost.it/2012/01/31/angelo-guerriero-racconto-samuel-subsonica-elettricavita/

Angelo Guerriero. No, non è uno scugnizzo di Casal di Principe. È il male di vivere che coglie il protagonista, il ricordo di un amore travagliato da cui non si riesce a uscire e che ha tolto senso alla vita. Insomma il tipico motivo per fare il cupo con le fighe senza fingere una malattia terminale.

Cosa troviamo in questo racconto che potremmo trovare anche in una canzone dei Subsonica? Tutto.

Ci sono le due citazioni di De Andrè, quella banale, che tutti possono cogliere e quella appena prima ricercata, della cover di Brassens, che se qualcuno dovesse criticare la citazione banale fa la figura del fesso perché non ha riconosciuto l’altra.

Ci sono le parolacce cazzo e puttana e merda e sfigato e girar le palle.

Ci sono alcune espressioni che mi permetto di citare:

come raggi fotonici, battaglia incredibile, Eden umido, il lento fluire delle cose, estinguere i pensieri, rigurgiti post-rock, malattia sociale chiamata famiglia, persone accese, il viale del tramonto è accecante, miscuglio di umiliante assuefazione, deflagrante, mix di alcolici potentissimi, piccoli teppisti, storiella criminale, pendono dalle mie labbra, cazzo di incantatore di piccoli fottuti serpentelli, baccagliare, cazzo di Nietzsche (no, non metto l’ecc. ve li leggete tutti, bestemmia femminile), sorta di apnea percettiva, dolore lancinante, la discoteca più grande e rinomata della zona, razzolare per anni, la droga che va di moda tra i giovani, il branco è formato, sento soffiare il cuore a tempo, il sudore è vaporizzato come rugiada, ballano come pazzi, un travestito di mezza età sta facendo un pompino a un ragazzo, come Gesù Cristo che perdona i suoi aguzzini, Non dire cazzate micetto, lo sbarbatello innamorato, ridono sguaiatamente, prototipi di donna , svitato il cervello, volteggiando come una farfalla, l’Emilia Romagna risplendeva come un diamante, pugnale piantato nel cuore, universo femminile smodatamente spietato, zompettano sulle punte, specie di sanfrancesco del cazzo, no more fame nel mondo, escogitare un modo per risolvere il problema della “monnezza” a Napoli, come un cucciolo ferito, anni di abusi di ogni tipo, fottere il mio equilibrio, “famiglietta felice”, essere come fili d’erba al vento, sole rossissimo inizia a sorgere dalla linea piatta del mare, mio angelo spietato venuto dal nulla per distruggermi, abitacolo intriso di tristezza, il sole comincia a strillare la sua rabbia, dolce nuotare nel “benefico flusso”, assordante silenzio, ‘sto coglione, odore agghiacciante, lacrime come saette infuocate, urlo come un lupo a cui abbiano ucciso la compagna (non hanno, abbiano), demone deforme e bavoso.

E poi, che altro c’è?

Ci sono virgolette a profusione, c’è  uno slang giovanile che neanche nel ’57, la rockstar che si chiama Drago, c’è uno scrittore che ordina da bere al suo protagonista un cocktail che nemmeno sa com’è fatto, perché fighetta di merda com’è berra solo acqua naturale che il gas gonfia. Sì, signori, il Negroni Sbagliato è molto meno alcolico del Negroni, perché ha il prosecco al posto del Gin.

Qual è il top della pochezza?

Beh, senza dubbio l’ultima pagina. Un capolavoro assoluto.

Uno dei ragazzi appena conosciuti, innamorato scaricato dalla ragazza, resta a dormire in macchina mentre gli amici fanno il bagno al mare. A un certo punto, come nelle migliori tv svizzere, il nostro eroe si accorge che il ragazzo e l’auto sono scomparsi. Cerca che ti cerca che ti cerca Drago vede l’auto vicino a un boschetto, corri che ti corri che ti corri, arriva all’auto:

Mi accorgo che, dal finestrino posteriore, un tubo entra nell’abitacolo. Inizio chiaramente a sentire l’odore agghiacciante dello scarico del motore, realizzo all’istante che sta cercando di uccidersi.

Che lui non è mica scemo, l’ha realizzato all’istante. Per noi l’ha dovuto specificare, perché sennò avremmo pensato che magari il tubo entrava dal finestrino per sentire meglio Radio Bruno.

“Mi faccio sopraffare dal panico, mentre cerco di aprire la macchina, ermeticamente chiusa: urlo, prendo a pugni il vetro, tiro calci ovunque, urlo ancora, trovo una grossa pietra e la scaglio sul vetro, ma non succede nulla. 

A parte che bastava sfilare il tubo dal finestrino posteriore, o dalla marmitta, ma vabè, sei in panico e scrivi e canti di merda quindi te la perdono. Però spiegami almeno che cazzo ci faceva con una canna per innaffiare sulla macchina. Proseguiamo.

“Non so per quale motivo, mi viene in mente di provare ad aprire il portellone posteriore. Infatti, per fortuna, si apre. Spalanco la portiera davanti e tiro fuori il ragazzo”

Ora, Aaron Sorka di stocazzo, riassumendo, la macchina era chiusa ermeticamente, che il suicida avrà spinto verso il basso la levetta nella portiera, però il baule si apre di culo e allora anche la portiera diventa facilmente spalancabile. Quindi Ruby è davvero la nipote di Mubarak


Cosa ci insegna questo racconto e due decenni di Subsonica?

Che per scopare della figa devi: cantare o suonare in un gruppo rock, fare il vissuto, drogato, stressato, paranoiato, inondarle di frasi a effetto senza alcuna pausa che se no magari si accorgono che son stronzate, minacciare il suicidio, aiutare gli altri ma odiare se stessi, prendersi sempre sempre sempre sempre troppo sul serio e fare loro credere che solo loro possono salvarti, anzi no neanche loro possono riuscirci, però intanto che ci penso cavatevi le mutandine.

la pista del giorno.

uno pensa che la propria vita sia deprecabile. Lavoro insoddisfacente, con l’aggravante che è già tanto averne uno. Niente relazioni affettive, relazioni affettive instabili o relazioni affettive negate. Acciacchi fisici, qualche parente malato. Qualche amicizia che va perdendosi. Insomma, di motivi per vivere senza serenità ne abbiamo tutti. Fortunatamente ci sono cose nella vita che ci tirano su. Non mi riferisco a sostanze stupefacenti, non parlo di botte d’adrenalina, non voglio trattare il ruolo delle arti e della bellezza. 

Sono qui per aprirvi al mondo del Daily Mail.

La Homepage di dailymail.co.uk è il più grande concentrato di persone disgraziate, inadatte, asociali, deviate, sfortunate, ipoculturate del mondo. Leggere di loro è meglio di una pippata e forse pure di una pippa. Il fatto che ci sia tutta questa gente e che ci siano altrettanti giornalisti che vivono scrivendo di questi casi umani mi risolleva. Anzi. A pensarci bene è proprio il fatto che ci sia gente il cui lavoro sia intervistare e riferire di questi fatti che mi ammazza di gioia.

Alcuni titoli recenti erano:

“ragazza di 28 anni, madre di 4 figli, non viene ammessa in discoteca perché non ha l’età per mettersi certi vestiti”

“gemelle ottengono la patente lo stesso giorno, alla stessa ora, dopo lo stesso numero di lezioni”

“una delle cinque spice girl originali, a causa di una malattia neurologica, non è quasi più in grado di parlare. ma riesce ancora a cantare”

“insegnante 25enne budlona fa bere vodka a due studenti diciassettenni e poi abusa di uno loro mentre l’altro guarda”

e tante altre storie di miseria culturale finita in tragedia, gemelle a cui scoppiano le tette finte, fantasmi di casalinghe che si manifestano ai muratori arrivati per demolire la loro casa, gente che finisce sotto un treno perché ascoltava l’ipod, insomma un conglomerato di sfiga che neanche Magalli ne ha sentite tante su Raidue.

Lo strano è che, invece, @vendommerda, su twitter, pur trattando la stessa porzione di umanità limitata, mi mette angoscia.

Comunque sticazzi.

Moose era più bravo. [spoiler abbestia su the artist]

Finalmente sono riuscito a vedere The Artist. Alcuni amici mi avevano detto che era il film più bello dell’anno, ai Golden Globes aveva vinto come film più bello dell’anno, Nanni Moretti ha detto che era sopravvalutato, agli Oscar ha vinto come film più bello dell’anno. Date le premesse inizio a guardarlo convinto che sia un film sopravvalutato.

DA QUI IN POI, SE NON AVETE GUARDATO IL FILM,NON LEGGETE.

Il film è fatto bene, niente di più, niente di meno.

Dujardin non merita alcun premio ma non è male.

Bèrènice Bejo appare molto più bella e brillante di quanto sia in realtà grazie al fatto che è moglie e musa del regista (grande simpatia e rispetto per i registi che rendono più fighe sullo schermo le proprie fidanzate e moglie).

John Goodman è di gran lunga il miglior attore del film. Al secondo posto si piazza il lungagnone direttore del carcere di John Coffee e fattore del maialino coraggioso.

Il Jack Russell, Uggie, è molto bravo tuttavia Moose, alias “Eddie”, era molto più espressivo.

Il bianco e nero non è impeccabile anche se probabilmente è fatto con premeditazione per ricreare la qualità delle pellicole anni venti.

Come film muto è infinite volte meglio Le Ultime Follie di Mel Brooks. Anche perché il film sarà anche muto ma senza le due scene col sonoro non ha ne senso ne struttura.

La scena in cui George Valentin inizia a sentire suoni attorno a sé è una grande trovata. Io avrei continuato il film da lì, senza l’ovvietà dell’incubo.

Fino all’ultima scena il film mi ha fatto cagare e mi ha pure rotto le palle. Arriva la battuta di George Valentin, il “Uis plesgiar” e io passo mezzora a inveire e mandare a cagare e smadonnare e porcaputtanare e fanculizzare il regista che mi ha rotto il cazzo un’ora e mezza per fare questa freddura qua.

Mi ha preso per il culo, lo ha fatto bene, sono stato allo scherzo, ho rivalutato il film. Bravo. Merita. Nessuno guarderà questo film due volte ma bravo.

Senz’altro ci sarà stato qualcuno che avrà considerato da subito l’accento francese come motivo del rifiuto di fare i film sonori. A questi poveracci qua il film avrà fatto cagare. A dirla tutta anch’io, per un’ora, mi son chiesto perché non volesse fare i film sonori, ‘sto scemo. E poi, tack, scopri che è colpa dell’accento da mangiarane. Fanculo, porca puttana, ammucchiare tutti ‘sti anni, tutti ‘sti film per farsi fregare da un Hazanavicius qualsiasi.

Detto tutto questo, caro Michel H., quando ritiri i premi per il film mi fai il piacere di andare da ognuno dei giurati e chiedergli se ha capito il senso del film. Se ti rispondono che è una presa per il culo al coinvolgimento che crea il cinema, che è come quelle barzellette estenuanti non sense che ti fanno ridere per stanchezza puoi ritirare il premio con orgoglio per quanto conscio del culo che hai avuto; se però ti fanno il pippone intellettuale sul film sui film, sulla nostalgia per il passato, sul bianco e nero, sull’inadeguatezza davanti all’innovazione, restituisci il premio, gli racconti una barzelletta tipo The aristocrats e consigli di riguardarselo.

La gente non può rompermi il cazzo per due mesi sul ritorno del film muto, sulla scelta del bianco e nero, su quanto è bravo Jean Dujardin, sul cane addomesticato, sugli sticazzi del passaggio storico al sonoro, sulla staminchia film sulla parola per una supercazzola rinforzata di un’ora e trentasei. Chissà che non m’incazzi….

A PRESCINDERE DA TUTTO QUESTO DISCORSO, PERCHE’ SI CHIAMA THE ARTIST? CHI SAREBBE L’ARTISTA? Come dite? supercazzola pure questa? Con sbrindellamento a destra come fosse di viceacademy. Può darsi.

Ecco, ci sono cose impensabili. Tirare una punizione così vuol dire tirarla alla rovescia. Tirarla così, mettendosi fretta per sorprendere il portiere, è inconcepibile. Darle quella velocità, quel giro, sull’1-1, in una partita che non si può perdere per non abbandonare la corsa scudetto, mettendosi fretta, è follia.

Lionel, forse sei più forte che San Gianfranco.

Forse.

(Fonte: youtube.com)

The Rum Diary

Non so se mi è piaciuto o deluso. Non so se la trama era una chiavica o era avvincente. Mi sono accorto che Giovanni Ribisi torna a interpretare il freak e torna a farlo molto bene. Non so spiegarvi com’era il film perché non me ne sono fatto un’idea;a un certo punto compare il personaggio della strafiga, interpretato da una stramegafiga e io non c’ho più capito niente. Verso la fine ci dicono che lei è tornata a New York, ho tentato di reinteressarmi all’intreccio ma era troppo tardi.

La stramegafiga si chiama Amber Heard, ho letto che era in Zombieland ma lì ero troppo preso da Bill Murray. Sì, Bill Murray è meglio della figa.

Hernan Crespo.
Il nostro eroe.

Hernan Crespo.

Il nostro eroe.

No More Fame nel Mondo - Samu diventa Scrittore

Volevo andare a letto alle 22, che domani ci si sveglia ancor prima del solito per spalare la neve, però poche volte nella vita arrivano degli assist così precisi.

Samu dei Bluvertigo pare abbia scritto un libro di racconti.Il Post, ne ha pubblicato uno. Cinque pagine meravigliose che meritano tutta la mia attenzione. Leggetelo mettendo gli accenti alla cazzo, come farebbe Samuel e poi tornate qua per un bel dibattito

http://www.ilpost.it/2012/01/31/angelo-guerriero-racconto-samuel-subsonica-elettricavita/

Angelo Guerriero. No, non è uno scugnizzo di Casal di Principe. È il male di vivere che coglie il protagonista, il ricordo di un amore travagliato da cui non si riesce a uscire e che ha tolto senso alla vita. Insomma il tipico motivo per fare il cupo con le fighe senza fingere una malattia terminale.

Cosa troviamo in questo racconto che potremmo trovare anche in una canzone dei Subsonica? Tutto.

Ci sono le due citazioni di De Andrè, quella banale, che tutti possono cogliere e quella appena prima ricercata, della cover di Brassens, che se qualcuno dovesse criticare la citazione banale fa la figura del fesso perché non ha riconosciuto l’altra.

Ci sono le parolacce cazzo e puttana e merda e sfigato e girar le palle.

Ci sono alcune espressioni che mi permetto di citare:

come raggi fotonici, battaglia incredibile, Eden umido, il lento fluire delle cose, estinguere i pensieri, rigurgiti post-rock, malattia sociale chiamata famiglia, persone accese, il viale del tramonto è accecante, miscuglio di umiliante assuefazione, deflagrante, mix di alcolici potentissimi, piccoli teppisti, storiella criminale, pendono dalle mie labbra, cazzo di incantatore di piccoli fottuti serpentelli, baccagliare, cazzo di Nietzsche (no, non metto l’ecc. ve li leggete tutti, bestemmia femminile), sorta di apnea percettiva, dolore lancinante, la discoteca più grande e rinomata della zona, razzolare per anni, la droga che va di moda tra i giovani, il branco è formato, sento soffiare il cuore a tempo, il sudore è vaporizzato come rugiada, ballano come pazzi, un travestito di mezza età sta facendo un pompino a un ragazzo, come Gesù Cristo che perdona i suoi aguzzini, Non dire cazzate micetto, lo sbarbatello innamorato, ridono sguaiatamente, prototipi di donna , svitato il cervello, volteggiando come una farfalla, l’Emilia Romagna risplendeva come un diamante, pugnale piantato nel cuore, universo femminile smodatamente spietato, zompettano sulle punte, specie di sanfrancesco del cazzo, no more fame nel mondo, escogitare un modo per risolvere il problema della “monnezza” a Napoli, come un cucciolo ferito, anni di abusi di ogni tipo, fottere il mio equilibrio, “famiglietta felice”, essere come fili d’erba al vento, sole rossissimo inizia a sorgere dalla linea piatta del mare, mio angelo spietato venuto dal nulla per distruggermi, abitacolo intriso di tristezza, il sole comincia a strillare la sua rabbia, dolce nuotare nel “benefico flusso”, assordante silenzio, ‘sto coglione, odore agghiacciante, lacrime come saette infuocate, urlo come un lupo a cui abbiano ucciso la compagna (non hanno, abbiano), demone deforme e bavoso.

E poi, che altro c’è?

Ci sono virgolette a profusione, c’è  uno slang giovanile che neanche nel ’57, la rockstar che si chiama Drago, c’è uno scrittore che ordina da bere al suo protagonista un cocktail che nemmeno sa com’è fatto, perché fighetta di merda com’è berra solo acqua naturale che il gas gonfia. Sì, signori, il Negroni Sbagliato è molto meno alcolico del Negroni, perché ha il prosecco al posto del Gin.

Qual è il top della pochezza?

Beh, senza dubbio l’ultima pagina. Un capolavoro assoluto.

Uno dei ragazzi appena conosciuti, innamorato scaricato dalla ragazza, resta a dormire in macchina mentre gli amici fanno il bagno al mare. A un certo punto, come nelle migliori tv svizzere, il nostro eroe si accorge che il ragazzo e l’auto sono scomparsi. Cerca che ti cerca che ti cerca Drago vede l’auto vicino a un boschetto, corri che ti corri che ti corri, arriva all’auto:

Mi accorgo che, dal finestrino posteriore, un tubo entra nell’abitacolo. Inizio chiaramente a sentire l’odore agghiacciante dello scarico del motore, realizzo all’istante che sta cercando di uccidersi.

Che lui non è mica scemo, l’ha realizzato all’istante. Per noi l’ha dovuto specificare, perché sennò avremmo pensato che magari il tubo entrava dal finestrino per sentire meglio Radio Bruno.

“Mi faccio sopraffare dal panico, mentre cerco di aprire la macchina, ermeticamente chiusa: urlo, prendo a pugni il vetro, tiro calci ovunque, urlo ancora, trovo una grossa pietra e la scaglio sul vetro, ma non succede nulla. 

A parte che bastava sfilare il tubo dal finestrino posteriore, o dalla marmitta, ma vabè, sei in panico e scrivi e canti di merda quindi te la perdono. Però spiegami almeno che cazzo ci faceva con una canna per innaffiare sulla macchina. Proseguiamo.

“Non so per quale motivo, mi viene in mente di provare ad aprire il portellone posteriore. Infatti, per fortuna, si apre. Spalanco la portiera davanti e tiro fuori il ragazzo”

Ora, Aaron Sorka di stocazzo, riassumendo, la macchina era chiusa ermeticamente, che il suicida avrà spinto verso il basso la levetta nella portiera, però il baule si apre di culo e allora anche la portiera diventa facilmente spalancabile. Quindi Ruby è davvero la nipote di Mubarak


Cosa ci insegna questo racconto e due decenni di Subsonica?

Che per scopare della figa devi: cantare o suonare in un gruppo rock, fare il vissuto, drogato, stressato, paranoiato, inondarle di frasi a effetto senza alcuna pausa che se no magari si accorgono che son stronzate, minacciare il suicidio, aiutare gli altri ma odiare se stessi, prendersi sempre sempre sempre sempre troppo sul serio e fare loro credere che solo loro possono salvarti, anzi no neanche loro possono riuscirci, però intanto che ci penso cavatevi le mutandine.

la pista del giorno.

uno pensa che la propria vita sia deprecabile. Lavoro insoddisfacente, con l’aggravante che è già tanto averne uno. Niente relazioni affettive, relazioni affettive instabili o relazioni affettive negate. Acciacchi fisici, qualche parente malato. Qualche amicizia che va perdendosi. Insomma, di motivi per vivere senza serenità ne abbiamo tutti. Fortunatamente ci sono cose nella vita che ci tirano su. Non mi riferisco a sostanze stupefacenti, non parlo di botte d’adrenalina, non voglio trattare il ruolo delle arti e della bellezza. 

Sono qui per aprirvi al mondo del Daily Mail.

La Homepage di dailymail.co.uk è il più grande concentrato di persone disgraziate, inadatte, asociali, deviate, sfortunate, ipoculturate del mondo. Leggere di loro è meglio di una pippata e forse pure di una pippa. Il fatto che ci sia tutta questa gente e che ci siano altrettanti giornalisti che vivono scrivendo di questi casi umani mi risolleva. Anzi. A pensarci bene è proprio il fatto che ci sia gente il cui lavoro sia intervistare e riferire di questi fatti che mi ammazza di gioia.

Alcuni titoli recenti erano:

“ragazza di 28 anni, madre di 4 figli, non viene ammessa in discoteca perché non ha l’età per mettersi certi vestiti”

“gemelle ottengono la patente lo stesso giorno, alla stessa ora, dopo lo stesso numero di lezioni”

“una delle cinque spice girl originali, a causa di una malattia neurologica, non è quasi più in grado di parlare. ma riesce ancora a cantare”

“insegnante 25enne budlona fa bere vodka a due studenti diciassettenni e poi abusa di uno loro mentre l’altro guarda”

e tante altre storie di miseria culturale finita in tragedia, gemelle a cui scoppiano le tette finte, fantasmi di casalinghe che si manifestano ai muratori arrivati per demolire la loro casa, gente che finisce sotto un treno perché ascoltava l’ipod, insomma un conglomerato di sfiga che neanche Magalli ne ha sentite tante su Raidue.

Lo strano è che, invece, @vendommerda, su twitter, pur trattando la stessa porzione di umanità limitata, mi mette angoscia.

Comunque sticazzi.

Moose era più bravo. [spoiler abbestia su the artist]
Questo treno
The Rum Diary
No More Fame nel Mondo - Samu diventa Scrittore
la pista del giorno.

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